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basilica di san vitale a ravenna

San Vitale a Ravenna: descrizione e storia

La basilica di San Vitale a Ravenna può essere definita l’unico vero edificio bizantino in Italia, non solo per la sua forma ma anche per la tecnica utilizzata, la tecnica costantinopolitana.
E’ un edificio che ha posto e pone un numero altissimo di problemi agli storici dell’arte.

Storia di San Vitale a Ravenna

Uno dei primi problemi è che San Vitale a Ravenna viene iniziata sotto il Vescovo Ecclesius (521-532) e sappiamo che il ritratto del Vescovo si trova nella semicupola dell’abside, perciò la chiesa viene iniziata in periodo ostrogoto. Leggi anche: I periodi dell’architettura bizantina a Ravenna.

Gli storici pensano che sia stata iniziata sotto Amalasunta, sotto la sua reggenza, tra il 526 e il 534. Questo periodo l’inferenza bizantina si sta facendo sempre più forte a Ravenna, tanto è vero che il patrono, che finanzia questo edificio è un banchiere greco di nome Giuliano l’Argentarius, il quale con ogni probabilità non spende i suoi soldi, ma è un tramite dell’imperatore Giustiniano.

Noi sappiamo che le spese consistevano in 26000 soldi e sappiamo che Giuliano finanziò diverse altre chiese tra cui S. Apollinare in Classe, S. Michele in Africisco e Santa Marta Maggiore.

Nella chiesa compaiono due famosissimi affreschi che ritraggono Giustiniano con la sua corte e l’Imperatrice Teodora con le sue dame di corte.
Questo ha posto un problema: gli storici si sono chiesti se questa chiesa dovesse essere considerata una cappella palatina. In realtà pare che San Vitale fosse un martirion, costruito sul luogo di martirio di un santo.
Pare che San Vitale sostituisse un martirion precedente del V secolo.

Altro problema che abbiamo è anche che non sappiamo quanta parte del progetto venga compiuta prima del 540.
Sappiamo che la chiesa fu dedicata da Massimiano nel 547.
Questi rimangono tutti problemi aperti.

interno san vitale ravenna

Possiamo evidenziare la somiglianza tra la chiesa di San Vitale e la chiesa dei Santi Sergio e Bacco a Costantinopoli, però per quanto queste due chiese possano essere simili non possiamo dire con certezza che derivi da questa chiesa, perché non abbiamo la certezza che Santi Sergio e Bacco sia stata edificata prima.

Sappiamo però che San Vitale era molto simile alla cosiddetta Sala d’oro che si trova nel palazzo imperiale di Costantinopoli.
Era una sala con otto archi, un’abside e una cupola traforata da finestre.

Tecnica costruttiva di San Vitale a Ravenna

L’importante è però capire che San Vitale a Ravenna è realmente un edificio bizantino, ed alcuni elementi portano anche il marchio dei muratori bizantini.

Nella tecnica costantinopolitana troviamo i mattoni separati da un elemento abbondante di malta, solitamente nella tecnica italiana la malta era minore.
Poi probabilmente i materiali vengono da oriente, ma le maestranze sono locali, e questo è provato dal fatto che la cupola non è fatta di mattoni ma di tubi fittili, un mattone tondo vuoto interamente impostato in maniera orizzontale.

san vitale ravenna

L’edificio ha una maggiore verticalità rispetto alla chiesa dei Santi Sergio e Bacco, e questo dipende dal fatto che il pavimento è rialzato, inoltre a Costantinopoli la curvatura della cupola cominciava alla base delle finestre, mentre a Ravenna c’è un tamburo intermedio.
Le finestre sono nel tamburo ed anche questo determina una maggiore verticalità.

Pianta di San Vitale a Ravenna

San Vitale a Ravenna è dotata di quadriportico e di nartece. E’ un edificio a schema centrale a pianta ottagonale con abside e ai lati due spazi di servizio che sono la protesis e diaconincon.

Ai lati del nartece le torri campanarie.
La chiesa è a doppio guscio con una cupola centrale più alta sostenuta da piloni angolari che formano esedre semicircolari sostenute da due colonne e intorno il deambulatorio che forma il doppio guscio.

Pianta di san vitale a ravenna

All’interno questa costruzione si articola con grande fantasia, con questi poderosi pilastri che si gettano in esedre, che si elevano in altissime arcate che comprendono due ordini di triplici archi e loggiati.

L’interno è ricchissimo di decorazioni che vederemo in un altro articolo dedicato alle decorazioni musive di Ravenna.

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