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San Lorenzo a Milano

San Lorenzo a Milano

Intorno alla metà del IV secolo la mappa di Milano, città importante per la sua posizione geografica che ne fa un centro di smistamento focale dei traffici ed è stata anche sede regionale dell’Impero Romano, posta nell’incrocio tra le strade Est-oves e Nord-Sud, dai Balcani alla Gallia, e dalla Renania all’Africa, quindi in posizione strategica, attorno al 300 d.C. viene ampliata, fornita di nuove mura, di grandi terme pubbliche e di un circo.

Milano nel periodo paleocristiano è una città importante, tanto che era divenuta residenza imperiale. Intorno alla metà del IV secolo all’interno di Milano si sviluppa un difficile braccio di forza tra il vescovo e l’imperatore.

La nascita della nuova religione cristiana è costituita su lotte fortissime tra cristiani, di solito il gruppo predominante espelle il gruppo ribelle, tacciato di eresia e cacciato fuori, ad esempio come avviene con l’arianesimo.
A Milano ci sono forti lotte tra un gruppo ariano molto forte e i vescovi milanesi (Ario era un filosofo che sosteneva che Cristo era un profeta).
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Queste contese coinvolgono gli ortodossi e gli ariani, e sono lotte che caratterizzano per molti anni la vita delle varie città.
Nel 374 a Milano come mediatore viene eletto il vescovo Ambrogio, non ancora battezzato, fu battezzato allora e una settimana dopo eletto vescovo.

Per i successivi 24 anni Ambrogio fece di Milano la diocesi più importante di tutto l’occidente ecclesiastico, eclissando perfino Roma.
La sua politica è tesa soprattutto ad affrancare il potere ecclesiastico da quello politico e in particolare a vanificare la pretesa degli imperatori di avere non solo potere politico ma anche il potere religioso, cosa che porterà in seguito allo scisma religioso tra occidente ed oriente.

Il vescovo Ambrogio a Milano si distinse con la sua battaglia contro l’arianesimo, ed egli ottenne queste vittorie organizzando il proprio gregge, rafforzando la sua fede con i sermoni, la venerazione delle vittime delle persecuzioni e un gran numero di chiese erette.

A Milano infatti con gli scavi si sono ritrovati resti dell’edilizia sacra del IV secolo con tale abbondanza da farci capire che Milano in questo periodo era la città principale in occidente.

San Lorenzo a Milano

Tra le chiese suburbane San Lorenzo è l’unica che non venne fondata da S. Ambrogio. Per la prima volta il nome di S. Ambrogio compare negli scritti nel 590 e San Lorenzo non viene mai citata.

La chiesa è completata da cappelle che sono dedicate una a San Sisto, una ad Ippolito ed una ad Aquilino.
San Sisto era stato un compagno di San Lorenzo nel martirio. La cappella di Aquilio è probabilmente più tarda, in quanto è un santo locale vissuto attorno al 1000.

La chiesa di San Lorenzo ha vicino un piccolo cimitero pagano. Però consideriamo la chiesa non con cappelle annesse, ma un gruppo di costruzioni legate tra loro fin dall’inizio. Questo perché la chiesa principale più S.Aquilino e S. Ippolito poggiano su una immensa piattaforma composta di blocchi di pietra, di frammenti di fregi, di archivolti, di semicolonne, tutto materiale di recupero, ottenuto distruggendo qualche monumento precedente.

Facciata san lorenzo a Milano

Su questa piattaforma solida, ancora oggi visibile, si fondano sia la chiesa che le due cappelle.
E’ una chiesa a schema centrale con una immensa struttura quadrilobata a doppio guscio.
Abbiamo un grande quadriportico. E’ detto a guscio perché c’è un quadrato inserito in un cerchio.

Sulla piattaforma ci sono dei pilastri e su questi pilastri è impostato il pavimento della chiesa.
Su questa piattaforma ben conservata e tuttora accessibile sorgono sia la chiesa che le cappelle.

Osserviamo che si aprono quattro esedre molto vaste coperte a semicupola. Questo nucleo è avviluppato dal guscio esterno composto da un deambulatorio con gallerie.
Questi spazi sono in comunicazione tramite colonnati ad archi.

Pare che originariamente le colonne fossero dotate di piedistalli.
Il deambulatorio è coperto da una volta a crociera.
Questa volta appartiene al XII secolo. Al centro l’immensa campata centrale era coperta da una cupola con pennacchi o da una volta a crociera, non lo sappiamo.

Cupola san Lorenzo a Milano

Abbiamo queste quattro torri angolari che danno accesso alle quattro sezioni della galleria e osserviamo che queste torri angolari sono contraffortate.
Su questi contrafforti si scaricano le forze delle torri angolari.

La chiesa ha avuto poi due completi rifacimenti, uno nel 1071 dopo un incendio e un altro tra il 1577 e il 1595, e soprattutto questo ha alterato l’interno della chiesa perché sono stati gettati degli archi di rinforzo fra gli angoli della campata centrale, in diagonale, trasformando così la forma della chiesa in un ottagono.

Sempre dopo l’ultimo rifacimento è mutato anche l’esterno in quanto è stato innalzato al di sopra della campata centrale un tamburo il quale sostiene la cupola.

A parte i rifacimenti, la pianta è facilmente riconoscibile.
L’edificio è costruito solidamente, con i pilastri angolari costruiti da pesanti conci di pietra.
Il paramento murario esterno è costruito in corsi di cotto (strisce di cotto) legati da letti di malta sottili, malta che è di un colore biancastro, il tutto messo in opera con estrema cura.

Pianta Basilica di San Lorenzo a Milano

La chiesa era molto più ariosa e illuminata di quanto non appaia oggi perché era inondata di luce che proveniva dalle finestre del deambulatorio e con ogni probabilità anche dalle finestre che si trovano nel tamburo a forma quadrata.

Inoltre le arcate delle esedre avevano supporti più leggeri, quindi erano più ampie e la luce penetrava meglio.
All’esterno agli angoli del tamburo si raggruppavano quattro torri, inoltre la chiesa aveva un ampio atrio completamente sparito.

Presbiterio san Lorenzo a Milano

S. Lorenzo appartiene a una serie di chiese impostate a doppio guscio. Ricordiamo un’altra importante chiesa a doppio guscio, la chiesa dei Santi Sergio e Bacco a Costantinopoli, di cui riparleremo.

Queste chiese a doppio guscio solitamente sorgevano accanto ai palazzi imperiali ed erano quindi solitamente chiese palatine, cioè una chiesa di palazzo, non dentro un palazzo o dentro un monastero o dentro un arcivescovado, ma collegate tramite percorsi privilegiati sia al palazzo, sia all’arcivescovado o al monastero.

Le chiese a doppio guscio sono quindi solitamente chiese palatine.
I due elementi di S. Aquilino e S. Ippolito furono fin dall’inizio parti integranti del complesso di San Lorenzo, ce ne rendiamo conto perché la piattaforma in pietra è unica quindi sosteneva sia Sa Lorenzo che S. Aquilino e S. Ippolito.

La cappella di S. Aquilino è impostata a pianta ottagonale e coperta a spioventi. L’interno della chiesa che oggi appare un po’ pesante era originariamente alleggerito da un manto di marmo policromo e da mosaici che rivestivano le nicchie e la cupola.
Inoltre c’era un rivestimento dipinto nel corridoio della galleria finestrata.

soffitto cappella s aquilino

Pare che S. Aquilino fosse un mausoleo imperiale, perché Milano fu residenza imperiale dal 340 al 302.
Questa chiesa non viene citata nei testi antichi, oggi si ritiene che venga citata col nome di Porziana.

Per quanto riguarda S. ippolito, la pianta è cruciforme nell’interno, coperta interamente a volta, con ogni probabilità anche S. Ippolito è stato un mausoleo.

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