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deposizione pietro lorenzetti

Pietro Lorenzetti, vita ed opere

Pietro Lorenzetti appartiene all’area senese, si forma nella bottega di Duccio di Buoninsegna come Simone Martini e lavora almeno una decina d’anni nella Basilica Inferiore di Assisi al servizio del cardinale Napoleone Orsini.
Di questo periodo abbiamo un affresco di grandissima forza visiva che è la Deposizione.

Deposizione di Pietro Lorenzetti

Non esiste in tutta la Basilica di Assisi una composizione più tragica di questa, che è anche un’opera di grande severità formale.
osserviamo una grande croce decussata a T che occupa il centro dello scomparto che è una lunetta.

deposizione pietro lorenzetti

Ma questa apparente simmetria è subito contraddetta dallo squilibrarsi della composizione tutta in ambito sinistro. Si forma così una diagonale che attraversa tutto lo spazio da sinistra verso destra e questa diagonale a sua volta si incrocia con la diagonale della scala.

Si crea quindi una tensione all’interno dell’opera, il sovrapporsi delle due strutture rigide (la croce come un triangolo rovesciato e la losanga sfalsata delle due diagonali che si incrociano) contrasta con l’apparente stesura della composizione su di un unico piano.

Siamo in presenza di una struttura dinamica all’interno della quale il pittore riesce ad evidenziare il volume.
Alla base vi è un plasticismo giottesco e osserviamo come le figure siano inserite come su di una scacchiera che diventa la base, il tessuto del dipinto.

Osserviamo ad esempio come viene frantumato il corpo del Cristo, inserito in questa linea diagonale spezzata con la piegatura alle ginocchia e l’angolo retto del braccio.

Terminali le due figure di Maria col manto verde e Nicodemo che schioda i piedi di Cristo.
Al centro sotto la croce la figura della Maddalena (in rosso), la disposizione delle figure in diagonale (Maria e Nicodemo), quelle che riconducono alla verticalità della Madonna sono da inserire nelle linee su cui il quadro è impostato.

Smontare la Deposizione di Pietro Lorenzetti nei suoi indirizzi spaziali significa capire la ragione drammatica dell’opera, perché i volti non sono particolarmente espressivi, però l’opera è emotiva e violenta, e l’organizzazione delle linee che crea ciò nello spettatore, è la struttura geometrica su cui è impostato il dipinto, in modo asimmetrico, il rigoroso impianto, i colori sottotono, vicino al monocromo, gli unici evidenti sono il manto della Maddalena e della Madonna.
Questo effetto raggiunge l’apice nel corpo spezzato del Cristo.

L’artista lavora poi per la Chiesa del Carmine (la palad’altare) di Siena, alla Natività della Vergine, che è uno dei suoi capolavori per l’altare di San Sabino.

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