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Gli ordini mendicanti e la società dell’epoca

Gli ordini mendicanti come i Francescani e i Domenicani nascono nel III secolo, ed il primo ordine mendicante fu quello dei Francescani.
San Francesco predica la povertà, proveniva da quella fascia di borghesia che tra la fine del 1100 e la fine del 1200 si arricchisce in maniera spudorata sulla povertà degli altri.

Fino a quel momento la ricchezza è sempre stata legata ai lavori agricoli, alla terra, sempre sentita come qualcosa di naturale, ma la ricchezza della borghesia capitalistica è in quegli anni sentita come profondamente innaturale e immorale.
E’ sentita immorale dalla Chiesa che non a caso ha una profonda diffidenza per gli arricchimenti così veloci e forti che sovvertono tutte le regole sociali e tutta l’organizzazione sociale e inoltre il commercio, una ricchezza tradotta con il denaro (con nascita di banche) viene dalla Chiesa messa in diretta relazione con l’usura, il prestare soldi ad interesse, il credito.

Storicamente si erano sempre dedicati all’usura gli ebrei, perché questi vivevano senza terra, non potevano possedere terre, chiusi nei ghetti, territori ristretti, sovraffollati, così sono costretti a dedicarsi a professioni alternative come commercianti, usurai, medici, avvocati, mestieri che possono spostare e portare con sé.

Sappiamo che la Chiesa ha storicamente avuto un atteggiamento critico nei confronti degli Ebrei.
Quindi la nascita di una economia capitalistica è vista dalla Chiesa prima con sconcerto e poi con ripulsa.

La nascita di questa economia e i profondi cambiamenti tecnici nella società dell’epoca mutarono profondamente anche i rapporti sociali.
A tutto ciò si aggiungono le prime crociate per la riconquista del santo sepolcro in Terra Santa.
Poi da qui ritornano alle terre di origine e questo porta alla conoscenza di nuove civiltà e ad una mescolanza.

Aumentando gli scambi culturali e rapporti economici si fanno molto complessi soprattutto tramite la formazione di banche e società commerciali vengono inventate.
Vengono inoltre inventate ad esempio le cambiali che permettono la circolazione del denaro e di allargare gli affari.

Innovazioni avvengono anche in campo agricolo, ricordiamo la ferratura degli zoccoli del cavallo, l’introduzione del traino animale tramite un collare non appoggiato alla gola ma sulle spalle, la diffusione dell’aratro a ruote e il vomere dell’aratro mobile, non più fisso.

Sono tutte innovazioni tecniche che permettono all’agricoltura una migliore e maggiore resa insieme alla scelta delle sementi. Tutti questi progressi nella coltivazione non portano vantaggi oggettivi e i contadini tendono a spostarsi sempre più in città.

A volte questo avviene perché pensano che in città ci siano più possibilità di guadagno, altre volte è un esodo forzato in quanto la città tende a prevalere sulla campagna e in alcuni casi obbliga le famiglie feudali ad abitare in città così si privano i contadini della protezione e poi si tolgono gli elementi dirigenti.

Inoltre le tasse sono alte sull’agricoltura e i contadini sono costretti a vendere le loro derrate in città a prezzi poco remunerativi, per questo vanno per lo più a lavorare in città e sono spinti per gli artigiani che hanno già bisogno di manodopera.

Dopo il concordato di Worms (1122) che pose fine alla lotta per le investiture, aumenta l’autorità del papato nei confronti dell’impero.
Quindi la crisi dell’autorità imperiale sempre più rende possibile, apre la strada, verso le libertà comunali.
I liberi comuni poi spesso approfittano dell’antagonismo, mai del tutto assopito, tra impero e papato e spesso si appoggiano a quest’ultimo per ottenere patti vantaggiosi.

Questa è una società in grande movimento in cui si intrecciano fenomeni molto complessi tra cui la nascita di una cultura laica e il graduale venire meno della credibilità del clero.
Inoltre è un periodo di crisi dei valori morali, che provoca una sfrenata corsa all’accumulo delle ricchezze. Ne deriva una fortissima instabilità sociale.

La nascita degli ordini mendicanti

In questo clima nascono gli ordini mendicanti, il primo è quello dei Francescani.
I Francescani sono un ordine di frati, come i Benedettini, che però vivono in campagna e sono prettamente spirituali.

Invece i frati Francescani sono frati che per la prima volta non fondano monasteri isolati, ma fanno proseliti e aiutano le masse dei diseredati laddove ci sono, e cioè in città, dove gli ex contadini hanno lavori durissimi e mal pagati.

Questo crea maree di lavoratori, o proletariato, che si sposta da una città all’altra in cerca di lavoro, sottoposti ad una vita difficile, faticosa e di grande incertezza.

I Francescani elevano i monasteri alle porte delle città sulle strade di maggior traffico, accolgono questi poveretti ed è su questo che poi nascono gli ospedali.

Solitamente osserviamo che le città più sono grandi e importanti, maggiore è il numero di ordini mendicanti che accolgono, più la città è ricca più ci sono lavoratori che si spostano.

Solitamente è la città stessa a regalare il terreno su cui poi sorge il monastero.
E’ chiaro che questi ordini mendicanti, che chiedono al ricco per dare al povero, fonderanno il loro insegnamento morale su povertà, austerità e semplicità.
Concetti che devono venire espressi anche visivamente.

E questi ordini adottano uno stile gotico che è però molto diverso dal gotico francese o nordico in generale, quindi sarà un gotico poco portato alla verticalità, quindi sarà uno stile diverso e particolare.

Gli ordini mendicanti all’inizio sono itineranti, si spostano, ma quando il numero di frati va aumentando e l’ordine si viene organizzando in quanto tale, i frati si stabiliscono presso le città.
Nei primissimi tempi queste sedi avevano carattere provvisorio, ben presto diventano fisse e molto spesso i terreni erano donati a volte dai Vescovi, a volte dalle stesse autorità cittadine.

Però osserviamo che già nell’accettare offerte di terreno i Francescani scelgono sempre le posizioni in cui il borgo si sta maggiormente sviluppando, per le strade di transito.
E’ proprio qui che la popolazione ha più bisogno di assistenza spirituale e materiale.

Fu durante il generalato di San Bonaventura, dal 1257 al 1274 che viene favorito sempre di più l’inurbamento degli Ordini mendicanti.
Con la Costituzione di Narbona del 1260 si stabiliscono inoltre le regole dell’architettura conventuale, che doveva essere conforme alle regole di povertà e fissava quindi condizioni per la decorazione e la struttura.

A questo processo di insediamento nelle città da parte dei mendicanti contribuisce anche la bolla del Papa Innocenzo IV del 1250 che dichiarava chiese conventuali quelle annesse ai conventi che avevano più di 13 frati.
Il processo di accrescimento delle costruzioni e del numero delle sedi conventuali degli ordini mendicanti subisce una brusca interruzione in occasione della grande peste del 1348.

Architettura mendicante

Solitamente osserviamo che le chiese legate agli ordini mendicanti sono ad aula rettangolare, possono o meno avere cappelle ai lati del coro.
Osserviamo però che abbiamo anche chiese a due navate però solitamente sono frutto di ristrutturazioni, ma abbiamo anche casi di chiese a tre navate.

Nella chiesa a navata unica possiamo avere volte a crociera, come in San Francesco ad Assisi, abbiamo anche il caso di chiese a navata unica che sono coperte con tetto a capriate, le cosiddette chiese fienile.
Poi possiamo avere una chiesa a tre navate coperta con volte della stessa altezza, o ad hallenchirche.

Possiamo anche avere delle chiese ad hallenchirche che però non sono coperta con volte, vengono definite a gradinatura.
Sono praticamente assenti gli edifici longitudinali a tre navate di sezione basilicale, in cui cioè abbiamo una forte prevalenza in altezza e per illuminazione della navata centrale.

La prima a cui abbiamo fatto riferimento, con navata unica e volte a crociera che sviluppa la pianta a T, con abside poco sporgente, a due piani specialmente la chiesa superiore che rimanda ad una matrice strutturale gotica è una delle testimonianze più significative della penetrazione dell’architettura francese (gotica) in Italia.

Osserviamo però che la tipologia della basilica assisiate malgrado la sua indiscutibile rappresentatività quale chiesa madre dell’ordine, ha avuto un seguito abbastanza limitato.

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