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Benedetto Antelami e Deposizione nel Duomo di Parma

Benedetto Antelami e la Deposizione nel Duomo di Parma

Benedetto Antelami è uno dei massimi scultori romanici attivo tra il 1170 e il 1230 circa, con ogni probabilità proviene da una vallata lombarda, quindi proviene proprio dalla culla del romanico.

Il suo nome figura nella iscrizione che egli stesso probabilmente ha inciso sulla Deposizione nel Duomo di Parma.
C’è infatti qui una iscrizione in latino che dice “Nel febbraio 1178 uno scultore si rivelò: questo scultore fu Benedetto detto Antelami”.

Si è molto discusso sul significato di questo Antelami. Magistri Antelami erano chiamate a Genova le maestranze dei costruttori. Se l’attributo nasce da qui significherebbe che Antelami fu prima architetto, e solo dopo scultore.

Osserviamo che tanto la sua opera di architetto (Battistero di Parma, Duomo di Fidenza e Sant’Andrea di Vercelli), siccome Antelami ha lavorato in Francia, con i primi esempi di architettura gotica, a Vercelli egli imposta in Sant’Andrea i due campanili proprio in gusto nordico laterali alla facciata, così le sue architetture risentono moltissimo dell’influenza gotica, tanto che i critici considerano le sue architetture gotiche.

E’ un gotico diverso dal gotico francese, ma in cui nella facciata si crea un rapporto interno-esterno che risente del gusto nordico. La sua scultura è influenzata in particolare dallo stile provenzale, di area francese.

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La Deposizione del Duomo di Parma

Si suppone che Antelami abbia cominciata la sua attività in Liguria, si sia spostato in Provenza e poi nel 1178 per la sua presenza a Parma.

benedetto antelami deposizione duomo di parma

La deposizione, oggi murata su una parete del Duomo di Parma, in origine doveva far parte di un complesso destinato al pontile.
La scena si svolge su una lastra marmorea e utilizza una iconografia di tipo provenzale.
Osserviamo le figure rappresentate tutte in piedi sulla sinistra e chiuse nel drappeggio dei vestiti. Questo è un elemento provenzale. Elementi classici le protomi del sole e della luna.

Poi osserviamo che di profondamente originale vi è una concezione fortemente plastica sia dei corpi ma anche della composizione, tutta giocata su verticali e orizzontali, ma notiamo anche lievi variazioni oblique che si muovono, vivacizzano la composizione.

Ad esempio la posizione delle braccia di Cristo, la scala obliqua, ma anche il flettersi dei visi verso la croce e il chinarsi dei soldati intorno alla tunica.
Questa composizione fa sì che questo tema altamente drammatico comunichi un’aria di pace, una rassegnazione composta ma anche commossa.

Passano circa 20 anni da questa data, durante i quali Benedetto Antelami si reca nel Nord della Francia dove ha conoscenza diretta di quello che si stava sperimentando nell’Ile de France. Al ritorno progetta il Duomo di Fidenza, dopo di ché Antelami si sposta a Parma dove è intento all’opera più impegnativa, il Battistero di Parma e si occupa della costruzione e della decorazione.

La decorazione del Battistero di Parma

I bassorilievi rivestono gli stipiti, gli architravi, le lunette dei tre portali.
Poi osserviamo che coppie di statue sono collocate entro le nicchie.
Osserviamo che sono le prime statue che ritroviamo nel Medioevo italiano, a tutto tondo e hanno proporzioni che rimandano alle sculture classiche.

Poi osserviamo che la decorazione, così ricca esternamente, prosegue anche internamente. Poi abbiamo un percorso zoomorfo che percorre tutto il basamento.
Queste decorazioni poi ritornano anche internamente.

benedetto antelami battistero di parma

All’interno sono decorate le lunette, i capitelli, e la prima loggia è tutta decorata con altorilievi quasi a tutto tondo che trattano il tema dei mesi e delle stazioni. E’ un tema tipicamente romanico e gotica e tratta dei lavori in relazione ai mesi e alle stagioni.

Ad esempio le statue di Salomone e Saba si rifanno ad un tema biblico. Sono rappresentati con classica dignità, osserviamo come il drappeggio delle vesti segua e individui la struttura dei corpi. Osserviamo inoltre che sono impostate in maniera obliqua nella nicchia e questo rende la profondità. Quindi si crea un rapporto spaziale tra l’edificio e lo spazio esterno.

Il ciclo dei mesi

Se finora i temi comparsi sono tutti temi sacri, il tema dei mesi e stagioni è un tema profano, attraverso il quale vengono celebrati tutti i lavori agricoli, che si svolgono durante i periodi dell’anno.

In questa decorazione Antelami lavora con dei suoi aiuti che poi saranno importantissimi perché divulgheranno questa tematica e lo stile del maestro in tante opere successive.
La serie dei mesi infatti noi la vediamo realizzata a Ferrara, Arezzo, e sono aiuti e allievi del maestro che la eseguono.

Poi la troviamo a San Marco. Avevamo già citato il duomo di Fidenza, e all’Antelami viene attribuita l’ideazione di tutto l’edificio, compresa la facciata.
Poi pare che il maestro intorno al 1218 lasci Fidenza, vada nell’Ile de France e nel 1219 torna a Vercelli, dove si accinge alla costruzione di S. Andrea, un complesso abbaziale in cui critici vedono una fortissima influenza gotica.

Quindi osserviamo che Antelami è stato un artista il quale ha saputo dare grande vigore alla scultura romanica sviluppandola in maniera molto personale, era informato, sensibile, ha ricevuto numerosi stimoli dalla Francia provenzale, gotica, ma osserviamo anche che non fu mai imitatore ma riuscì sempre a dare una impronta personale alle sue opere.

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