Home / Storia dell'arte / Basilica paleocristiana: pianta e descrizione
Basilica paleocristiana pianta e descrizione

Basilica paleocristiana: pianta e descrizione

Con l’arrivo della nuova religione cristiana si pone il problema di dove svolgere il culto e di creare gli edifici religiosi, come la basilica paleocristiana.
Ma come venivano strutturate le basiliche paleocristiane? Vediamo ora una descrizione della Basilica cristiana e i tipi di pianta della basilica paleocristiana.

Con ogni probabilità la Basilica paleocristiana deriva dal punto di vista tipologico dalla basilica ellenistica che aveva funzioni di tipo pubblico e civile.

Lo schema basilicale però non era originale latino, ma greco e proveniva si presume dalla Sala Ipostila di Delo, mentre il tempio pagano era a schema centrale, come ad esempio il Phanteon.

La nuova religione cerca di differenziarsi e lo schema centrale verrà tralasciato, si adotterà lo schema longitudinale per la pianta della basilica paleocristiana.

Il secondo problema è quello di elevare edifici velocemente a costi bassi, per questo viene usato lo schema longitudinale, che permette l’uso di muri sottili, con tetti a capanna, a spioventi, sorretti da travature e non è un caso se tutta la liturgia della Chiesa si svilupperà in un edificio a schema longitudinale.

Tutti i riti si svolgono su edifici longitudinali, quindi un edificio a schema longitudinale, che è un luogo di adunanza religiosa, come la basilica, era un luogo di adunanza civile.

Pianta della basilica paleocristiana

Lo schema basilicale è a pianta rettangolare, a tre o cinque navate, divise da colonne o pilastri che sostengono archi o architravi.
C’è una navata centrale e due o quattro navate laterali.

Possiamo avere una chiesa che ha un unico spazio longitudinale, in questo caso si chiama pianta ad Aula.
SI dice Hallenkirche se le navate laterali hanno la stessa altezza della navata centrale.
Se le navate laterali sono invece più basse di quella centrale abbiamo una chiesa basilicale.

Nella pianta della basilica paleocristiana possiamo avere anche l’inserimento di un transetto, che è una ulteriore navata inserita orizzontalmente ad intersecare la navata principale, detto qualche volta navata trasversale.

Pianta basilica paleocristiana transetto
Il transetto

Se il transetto è inserito a circa due terzi della navata si ha una pianta a croce latina.
L’incrocio tra la navata longitudinale e il transetto si chiama crociera.

Abbiamo casi in cui il transetto è inserito in facciata ed uno più interno, è caratteristica delle chiede tedesche e nordiche.
Abbiamo, in base a come è inserito il transetto, vari tipi di pianta della basilica paleocristiana, come la croce greca, la croce latina o schema longitudinale, la croce commissa, la croce decussata o di S. andrea, la doppia croce.

Pianta a croce greca e latina

La navata centrale termina con una amplia flessione muraria, l’abside, un quarto di sfera.
Intorno all’altare vi era un ampio spazio recintato con un parapetto, una ringhiera, una transenna.
La transenna è composta da plutei marmorei, lastre decorate in marmo
In alcuni casi questa sorta di transenna può essere più alta e decorata in alto con statue, e si chiama iconostasi.
Lo spazio dietro alla transenna è chiamato presbiterio.

Altare chiesa paleocristiana

Nella basilica paleocristiana i fedeli si collocano nelle navate, i preti stanno dietro alla transenna, nel presbiterio e poi c’è uno spazio nel presbiterio in cui in alcune chiese si trovano una serie di banchi, cioè il coro.

Davanti allo spazio della chiesa con le navate è presente un ampio spazio detto quadriportico, una specie di piazza porticata, con lo spazio interno coperto mentre lateralmente ci sono i portici.
Il quadriportico è lo spazio in cui entravano i catecumeni, cioè le persone non battezzate, che non potevano entrare nella chiesa.

pianta basilica paleocristiana quadriportico

Il cantharus è la fontana che sta al centro del quadriportico che ha una funzione simbolica, perché i fedeli si lavano alla fontana per togliere il peccato.
In assenza del quadriportico troviamo il nartece, una sorta di atrio porticato più piccolo sotto il quale stavano i penitenti.
Si dice esonartece se è collocato fuori.

La chiesa ha uno schema semplice, anche se si può articolare in altri modi differenti, si ha una grande varietà di piante e di alzati.
Lo spazio della basilica risulta fortemente individuato e scandito da vari elementi.
E’ una tipologia apparentemente semplice che però può diventare ricchissima, specie poi con le decorazioni interne.

Basilica di San Pietro paleocristiana

Ad esempio, la Basilica di San Pietro, fondata nel 324 da Costantino, finita 25 anni dopo e continuamente arricchita dai fedeli, tanto da essere definita un “vascello incrostato di gemme”, nel rinascimento fu abbattuta e ricostruita da Michelangelo.

Basilica di San Pietro paleocristiana

Esternamente, frontalmente, la chiesa appare con un tetto a più spioventi, uno spiovente centrale che corrisponde alla navata centrale e un altro che corrisponde alle navate laterali, e si dice a doppio spiovente.
Il tetto è sostenuto da travi in legno, dette capriate.

Soffitto a capriate
Soffitto a capriate

Nella capriata i due elementi obliqui sono i puntoni, l’elemento orizzontale è la catena e quello centrale verticale è il monaco o ometto. Sono gli elementi fondamentali della capriata, che verrà utilizzata fino all’800.

La navata centrale è più alta, per cui viene illuminata da finestre in alto dette cleristorio.

Sempre del tempo di Costantino ricordiamo un’altra basilica, quella di San Giovanni in Laterano, che però fu completamente restaurata in età barocca. Anche la Basilica di S. Paolo fuori le mura è stata nel secolo scorso distrutta da un incendio e quasi completamente ricostruita.
Erano tutti edifici a schema basilicale.
Altra è Santa Pudenziana e Santa Maria Maggiore, che pare debba risalire a papa Sisto III che fu pontefice dal 432 al 440 ed è già una chiesa del VI secolo d.C.

chiesa di santa maria maggiore

La pianta in questi casi è a schema longitudinale, a schema basilicale, ad aula, senza transetto. L’edificio è impostato su tre navate di cui la centrale doppia in altezza e larghezza rispetto alle laterali.

Abbiamo delle colonne in stile ionico che sostengono la trabeazione, sulla quale si apre lo spazio definito cleristorio.
La facciata è a doppio spiovente sostenuto da un soffitto a capriate in legno, nascosto da un soffitto a cassettoni.

Le fonti luminose della basilica paleocristiana

Le murature laterali nella basilica paleocristiana non sono molto spesse e questo permette di aprire delle finestre lateralmente e illuminare le navatelle laterali.

La navata centrale risulterebbe buia, quindi si aprono sul cleristorio una serie di finestre, quindi la navata centrale risulta illuminata da una luce che viene dall’alto, creando un effetto effusivo, morbido.
Solitamente troviamo forato anche l’abside.

Osserviamo ad esempio la chiesa di S. Sabina sull’Aretino, portata a termine da Sisto III nel V secolo: ha le navate laterali più profonde, le colonne rudentate, e in questo caso le colonne non sorreggono un architrave ma degli archi e sono corinzie.

Chiesa di santa sabina

Si tratta di una chiesa a pianta basilicale a schema ad aula, le navate laterali sono più profonde dei quella centrale.
L’elemento esterno all’abside è un arco trionfale.

La pianta centrale

Lo schema basilicale non è l’unico, esistono anche edifici a schema centrale.
Solitamente gli edifici a pianta centrale dichiarano chiaramente la propria parentela con piante tardo romane.

Solitamente la funzione degli edifici a pianta centrale è sempre di battistero o mausoleo.
Solitamente battisteri e mausolei richiamano dal punto di vista delle piante i ninfei e le tombe romane, però con differenze dal punto di vista decorativo e strutturale.

Ad esempio il Mausoleo di Santa Costanza. E’ un edificio a schema centrale a pianta circolare che ha esternamente una sorta di atrio porticato e precedente all’entrata un nartece lateralmente semicircolare.

Mausoleo di Santa Costanza

Tutto intorno alla chiesa esisteva un porticato sostenuto da colonne che mettono in relazione con una cripta sotterranea.
Attualmente questo elemento esterno non esiste più.

Osserviamo che si tratta di una cerchia muraria di notevole spessore, come il Pantheon, con elementi scavati nella muratura, delle nicchie, a schema rotondo o quadrangolare.

mausoleo di santa costanza interno

Lo spazio interno della chiesa segue una linea avvolgente con una sorta di navata circolare che si chiama deambulatorio o ambulacro.
La copertura è a volta e si appoggia su doppie colonne corinzie.
Leggi anche: Mosaici paleocristiani di Santa Costanza

Le colonne sono unite da un elemento di trabeazione.
Lo spazio interno della chiesa è più alto dell’ambulacro, finestrato, coperto a cupola.
La cupola non è più visibile dall’esterno perché coperta da un elemento rotondo chiamato tuburio.

Al centro uno spazio molto illuminato dall’alto, mentre tutto lo spazio del deambulatorio è poco illuminato. Si tratta di una luce indiretta, di tipo effusivo.

E’ evidente la parentela con l’architettura romana nella forma della pianta.
Lo schema del mausoleo di Costanza si ripete spesso, con delle variazioni, ad esempio nel Battistero Lateranense, oppure in S. Stefano Rotondo.

Basilica di San Lorenzo a Milano

La Basilica di San Lorenzo è un grandioso edificio che risale al IV secolo e si trova a Milano. Fu restaurata nel 1071 e quasi completamente ricostruita nella seconda metà del ‘500.

Basilica di San Lorenzo a Milano

Mantiene però una struttura originaria che tuttora può essere letta. E’ un edificio a schema centrale, a pianta poligonale con un grande nartece in cui lateralmente abbiamo una forma tondeggiante.
La chiesa è composta di due quadrati concentrici i quali sono uniti da poderosi torri angolari.

Leggi anche

basilica di san vitale a ravenna

San Vitale a Ravenna: descrizione e storia

La basilica di San Vitale a Ravenna può essere definita l’unico vero edificio bizantino in …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *