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Arnolfo di Cambio architetto opere

Arnolfo di Cambio architetto e le sue opere

Arnolfo di Cambio come architetto progetta Santa Croce a Firenze, Santa Maria Novella e Santa Maria del Fiore, con una grande innovazione molto importante, mentre abbiamo parlato di Arnolfo di Cambio scultore e delle sue opere in questo altro articolo.

Santa Maria Novella a Firenze di Arnolfo di Cambio

Arnolfo di Cambio progetta la chiesa di Santa Maria Novella a Firenze, che appartiene ai domenicani fiorentini. Il progetto originale appartiene a due membri dell’ordine, Fra Sisto e Fra Ristoro.

Dopo la Basilica di Assisi è in questo momento nel territorio italiano l’interpretazione più originale dell’architettura gotica.
E’ un edificio a schema longitudinale impostato a tre navate, pianta a T con cappelle laterali.

pianta santa maria novella firenze

Le navate della campata centrale sono ampie e lunghe come quelle della Basilica superiore di Assisi e sono rette da armoniosi pilastri compositi.
Le arcate sono molto alte e aperte al limite delle loro possibilità statiche di modo che le navate laterali si confondono con la campata più grande determinando un ampio spazio unitario quasi fosse un’unica aula dedicata alla predicazione.

L’austerità dei materiali costruttivi è attenuata dalle cornici bicrome a cui è affidato il compito di esaltare gli elementi portanti.
Le troviamo sui costoni, sulle ghiere degli archi, intorno alle finestre circolari laterali lungo la navata centrale.

Santa Croce a Firenze

Iniziata nel 1294-95, viene attribuita ad Arnolfo di Cambio anche se non abbiamo dei dati documentabili di questa attribuzione. E’ una chiesa basata sulla articolazione della struttura e soprattutto sull’effetto di forte tensione generata da una spazialità solenne costruita entro rigorosi limiti bidimensionali.

pianta santa croce firenze

La pianta di Santa Croce è simile a quella di Santa Maria Novella, quindi uno schema longitudinale, a tre navate, una con transetto su cui si affacciano le cinque cappelle orientate in ogni parte della cappella maggiore.

La copertura è a capriate tranne che nelle cappelle terminali.
Anche in Santa Croce gli archi a sesto acuto delle navate retti da pilastri poligonali sono molto ampi, la grande navata centrale, larga 20 metri, si fonde con quelle laterali, determinando la sensazione di uno spazio unificato, un’unica immensa aula.

La quota delle navate è tale che al di sopra degli archi svettano delle alte pareti, le quali, congiungendosi con un soffitto piano e con la parete del transetto, costituiscono una enorme scatola che serra il volume interno.
I contrasti tra la pietra serena, il cotto e gli intonaci bianchi fanno risaltare l’animazione ritmica delle superfici.

Lo slancio verticale degli archi, ripreso dalle paraste è contrastato solo in apparenza dai ballatoi orizzontali, però osserviamo che le spinte verticali prevalgono.

La chiesa esprime inoltre attraverso l’austerità degli ornati e la semplicità degli elementi spaziali quella che è l’ideologia dell’ordine impostato sul concetto di povertà e una religiosità emotiva. Questo progetto di Arnolfo di Cambio è fino a questa data una delle più ardite interpretazioni dello stile gotico in Italia.

Santa Maria del Fiore di Arnolfo di Cambio

Il piano di Santa Maria del Fiore ricorda vagamente il Duomo di Siena di Nicola Pisano, soprattutto per quanto riguarda l’idea base del corpo basilicale a tre navate che confluisce in una zona presbiteriale coperta da una grande cupola.

Però Arnolfo di Cambio concepisce in maniera molto chiara l’innesto tra un percorso longitudinale su di un vastissimo e regolare organismo centrico. Quindi costruisce quella che definiamo una pianta composita, ottenuta tramite l’innesto di uno schema longitudinale su di un elemento centrale a schema ottagonale che ripete l’elemento ottagonale del battistero.

pianta santa maria del fiore arnolfo di cambio

La chiesa presuppone sempre l’innalzamento di una grande cupola che alla data in cui la chiesa viene organizzata non si sa come si farà crescere, talmente grande è.
E’ una costruzione che si articola per due secoli.
Sotto Arnolfo di Cambio la costruzione si limita all’innalzamento dei muri laterali, poi avremo il Talenti che si occupa della chiesa, Daddi e si arriva alla copertura della cupola principale all’inizio del ‘400, costruita poi da Brunelleschi.

Di Arnolfo di Cambio è il progetto della pianta, questo grande presbiterio ampliato a trifoglio composto dalla corona di cappelle radiali aperte attorno ai tre vani poligonali che sono coperte da semicupole che circondano la cupola centrale.

Sono tre cappelle che mandano al concetto di trinità.
La scelta del corpo ottagonale è una scelta che si rifà al Battistero che si trova davanti, ma anche al fatto che la chiesa è dedicata a Maria, il numero otto è il numero che simboleggia Maria, le virtù di Maria.

Questo organismo tripartito che verrà imitato anche durante il Rinascimento è la creazione originale di Arnolfo di Cambio e una delle più originali nell’architettura italiana del ‘200, un ponte fino al Rinascimento.

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